Codice deontologico

FEDERAZIONE NAZIONALE




FEDERAZIONE NAZIONALE

DEGLI ORDINI DEI FARMACISTI ITALIANI CODICE DEONTOLOGICO DEL FARMACISTA Testo approvato dal Consiglio Nazionale il 7 maggio 2018

FEDERAZIONE NAZIONALE

TITOLO I

OGGETTO E AMBITO DI APPLICAZIONE Art. 1 Definizioni 1. Il Codice deontologico raccoglie le norme e i principi posti a garanzia del cittadino, della collettività e a tutela dell’etica, della dignità e del decoro della professione del farmacista ed è lo strumento di riferimento dell’Ordine professionale e degli iscritti all’Albo. 2. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti adotta il Codice deontologico in attuazione delle funzioni istituzionali svolte dalla stessa Federazione e dagli Ordini territoriali, anche nel rispetto del principio di sussidiarietà. 3. L’Ordine professionale è l’ente pubblico non economico che garantisce ai cittadini i requisiti di professionalità e la correttezza del comportamento degli iscritti. Art. 2 Ambito di applicazione 1. E’ fatto obbligo agli Ordini di recepire il presente Codice deontologico, nonché di divulgare le disposizioni in esso contenute, di promuoverne la conoscenza e di verificarne il rispetto. 2. Tutti i farmacisti iscritti all’Albo sono tenuti a conoscere e osservare le norme e i principi contenuti nel presente Codice deontologico ed a tenere sempre, anche al di fuori dell’esercizio della professione, una condotta consona al proprio ruolo, tale da non portare in nessun caso discredito alla professione. TITOLO II PRINCIPI E DOVERI GENERALI CAPO I DOVERI GENERALI DEL FARMACISTA Art. 3 Libertà, indipendenza e autonomia della professione 1. Il farmacista deve: a) dichiarare, al momento dell’iscrizione all’Albo, di aver letto il Codice deontologico; b) rispettare i principi del giuramento professionale, che costituisce parte integrante del presente Codice deontologico; c) operare in piena autonomia, libertà, indipendenza e coscienza professionale, conformemente ai principi etici propri dell’essere umano e tenendo sempre presenti i diritti del malato e il rispetto della vita, senza sottostare ad interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura; d) nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza assicurare, con diligente professionalità, la presa in carico di ogni paziente, senza alcuna discriminazione, e perseguire il principio di universalità del Servizio Sanitario nella tutela della salute;

TITOLO I

e) promuovere e divulgare trattamenti scientifici validati dalle Autorità competenti e

quindi di comprovata efficacia, anche con riferimento alle medicine non convenzionali; f) osservare gli indirizzi di natura professionale e deontologica enunciati dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti e dall’Ordine di appartenenza. 2. Al farmacista è vietato porre in essere, consentire o agevolare a qualsiasi titolo: a) l’esercizio abusivo della professione; b) la dispensazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica; c) ogni atto che configuri concorrenza sleale di cui all’art. 2598 del Codice Civile. Art. 4 Dovere di collaborazione con autorità ed enti sanitari 1. Il farmacista, nella sua qualità di operatore sanitario, collabora con le autorità coadiuvandole nel raggiungimento degli obiettivi istituzionali. Il farmacista è tenuto, in particolare, a collaborare e mettersi a disposizione delle autorità preposte in tutte le situazioni di calamità pubblica. 2. Il farmacista partecipa a campagne di prevenzione e di educazione sanitaria promosse o organizzate dalle competenti Autorità di concerto con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti o con l’Ordine territoriale. Art. 5 Attività di sperimentazione e ricerca 1. Il farmacista, nell’attività di ricerca e sperimentazione approvata dal competente Comitato Etico, persegue il progresso scientifico, il cui obiettivo primario è quello di migliorare le conoscenze al fine di tutelare la salute dei pazienti. Art. 6 Medicine non convenzionali 1. Il farmacista, nell’ambito delle sue competenze e prerogative professionali, garantisce un’informazione corretta e veritiera finalizzata ad evitare che il paziente si sottragga da trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia. 2. Il farmacista si impegna ad estendere la propria competenza professionale alle medicine non convenzionali. CAPO II OBBLIGHI PROFESSIONALI DEL FARMACISTA Art. 7 Distintivo professionale e camice bianco 1. Nell’esercizio dell’attività professionale al pubblico il farmacista ha l’obbligo di indossare il camice bianco unitamente al distintivo professionale e ad un tesserino identificativo con indicazione del nome, del cognome, nonché del numero di iscrizione

e) promuovere e divulgare trattamenti scientifici validati dalle Autorità competenti e

all’Albo e dell’Ordine di appartenenza. Il distintivo può essere integrato anche nel tesserino

identificativo. 2. Il camice bianco unitamente ad un tesserino identificativo recante la relativa qualificazione è, altresì, indossato dai tirocinanti. 3. Il distintivo professionale è quello adottato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti e distribuito dall’Ordine territorialmente competente e può essere utilizzato solo dai farmacisti iscritti all’Albo che esercitano la professione nelle strutture pubbliche o private ove è prevista per legge la figura del farmacista. In caso di cancellazione dall’Albo, il tesserino dovrà essere restituito al competente Ordine territoriale. 4. Il direttore di farmacia pubblica o privata ed il farmacista responsabile degli esercizi commerciali di cui all’art. 5 del D.L. 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla L. 248/2006, devono curare che il distintivo professionale unitamente al camice bianco siano prerogativa esclusiva del farmacista. Qualora il direttore o il farmacista responsabile non riescano a far rispettare le disposizioni del presente articolo dalla proprietà della farmacia o dell’esercizio di vicinato hanno il dovere di segnalare l’inosservanza all’Ordine. Art. 8 Dispensazione e fornitura dei medicinali 1. La dispensazione del medicinale è un atto sanitario, a tutela della salute e dell’integrità psicofisica del paziente. 2. La dispensazione e la fornitura di qualunque medicinale sono prerogativa esclusiva del farmacista, che assolve personalmente a tale obbligo professionale e ne assume la relativa responsabilità. Art. 9 Preparazione galenica di medicinali 1. La responsabilità della preparazione galenica di medicinali è prerogativa esclusiva del farmacista. 2. Il farmacista, nella preparazione dei medicinali, è tenuto a osservare le procedure di allestimento previste dalla normativa, al fine di garantirne la qualità come presupposto di efficacia e sicurezza. Art. 10 Farmacovigilanza, aderenza e appropriatezza terapeutica 1. Il farmacista concorre alla tutela della salute pubblica attraverso una puntuale osservanza delle norme di farmacovigilanza, provvedendo alla segnalazione di ADR alle autorità competenti. 2. Il farmacista pone in essere ogni utile iniziativa professionale volta ad assicurare l’aderenza alle terapie farmacologiche, contribuendo a garantire un maggiore livello di efficacia delle medesime a tutela della salute del paziente e di un corretto governo della spesa del Servizio Sanitario Nazionale.

all’Albo e dell’Ordine di appartenenza. Il distintivo può essere integrato anche nel tesserino

3. Il farmacista collabora con il medico e con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale,

al fine di assicurare la migliore appropriatezza terapeutica. Art. 11 Formazione permanente e aggiornamento professionale 1. La formazione permanente e l’aggiornamento sono presupposti per garantire l’appropriatezza e l’efficacia della prestazione professionale. 2. Il farmacista ha il dovere della formazione permanente e dell’aggiornamento professionale al fine di adeguare costantemente le proprie conoscenze al progresso scientifico, all’evoluzione normativa, ai mutamenti dell’organizzazione sanitaria e alla domanda di salute dei cittadini. 3. Il farmacista partecipa alle iniziative gratuite di formazione permanente e aggiornamento professionale alle quali la Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti o l’Ordine di appartenenza abbiano previsto la partecipazione, con particolare riferimento al dossier formativo di gruppo predisposto dalla Federazione stessa o dall’Ordine. Art. 12 Abuso e uso non terapeutico dei medicinali 1. Il farmacista pone in essere ogni iniziativa di sua competenza professionale finalizzata al contrasto dell’uso, umano o veterinario, di medicinali o sostanze farmacologiche per finalità non terapeutiche e, in particolare, a fini di doping. 2. Il farmacista promuove l’automedicazione responsabile e scoraggia l’uso di medicinali di automedicazione quando non giustificato da esigenze terapeutiche. 3. Il farmacista, allorquando ne venga a conoscenza, ha il dovere di segnalare alla competente autorità i casi di abuso o uso non terapeutico di medicinali. TITOLO III RAPPORTI CON I CITTADINI Art.13 Pharmaceutical care e presa in carico del paziente 1. Il farmacista deve assicurare il rispetto dei principi ispiratori della professione, anche promuovendo la pharmaceutical care e la presa in carico del paziente. 2. Il farmacista assicura che la prestazione dei nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale avvenga nel rispetto della normativa vigente e in conformità alle Linee Guida approvate dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti. Art. 14 Libera scelta della farmacia

3. Il farmacista collabora con il medico e con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale,

1. Al farmacista è vietato porre in essere iniziative o comportamenti che limitino o

impediscano il diritto di libera scelta della farmacia da parte dei cittadini. Art. 15 Attività di consiglio e di consulenza 1. Nell’attività di dispensazione, consiglio e consulenza professionale, il farmacista garantisce un’informazione sanitaria chiara, corretta e completa, con particolare riferimento all’uso appropriato dei medicinali, alle loro controindicazioni e interazioni, agli effetti collaterali e alla loro conservazione. 2. Il farmacista è tenuto ad informare il paziente circa l’esistenza di farmaci equivalenti. TITOLO IV RAPPORTI CON I MEDICI, I VETERINARI E GLI ALTRI SANITARI Art. 16 Rapporti con le altre professioni sanitarie 1. La comunicazione tra i professionisti della sanità si ispira ai principi del rigore scientifico. 2. Il farmacista, nel rapporto con gli altri operatori della sanità, deve attenersi al principio del rispetto reciproco, favorendo la collaborazione, l’integrazione e la condivisione, nell’ambito delle rispettive competenze e correlate responsabilità, anche attraverso lo scambio di conoscenze ed informazioni. Art. 17 Comparaggio e altri accordi illeciti 1. I rapporti con i sanitari abilitati alla prescrizione di medicinali non devono essere motivati e condizionati da interessi o vantaggi economici nel rispetto della normativa vigente. 2. Costituisce grave abuso professionale incentivare, in qualsiasi forma, le prescrizioni mediche o veterinarie, anche nell’ipotesi in cui ciò non costituisca comparaggio. 3. Costituisce grave abuso e mancanza professionale acconsentire, proporre o accettare accordi tendenti a promuovere la dispensazione di medicinali finalizzata ad un loro uso incongruo o eccedente le effettive necessità terapeutiche per trarne un illecito vantaggio. Art. 18 Divieto di accaparramento di ricette 1. Il farmacista non deve promuovere, organizzare o aderire a iniziative di accaparramento di prescrizioni mediche comunque e dovunque poste in essere. TITOLO V RAPPORTI PROFESSIONALI CON I COLLEGHI E I TIROCINANTI

1. Al farmacista è vietato porre in essere iniziative o comportamenti che limitino o

Art. 19

Dovere di collaborazione 1. Il farmacista deve tenere nei confronti dei colleghi un comportamento improntato alla correttezza e alla collaborazione professionale, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. 2. Il farmacista che accoglie gli studenti in tirocinio pre lauream concorre, di concerto con l’Università e l’Ordine professionale, alla loro formazione, verificando che questi acquisiscano le necessarie competenze tecnico-professionali e deontologiche. La relativa presenza in farmacia deve avvenire nel rispetto delle disposizioni vigenti, anche di natura regolamentare, ivi incluse quelle in materia di sicurezza. Art. 20 Controversie professionali 1. Eventuali divergenze e controversie di natura professionale, per un tentativo di conciliazione, sono sottoposte alla valutazione dell’Ordine professionale, prima di adire le vie legali. Art. 21 Comportamenti disdicevoli nei rapporti con colleghi e collaboratori 1. E’ deontologicamente sanzionabile: a) porre in essere o favorire forme di sfruttamento dell’attività professionale dei colleghi; b) indurre i colleghi, anche propri collaboratori, a comportarsi in modo non conforme alle disposizioni che disciplinano l’esercizio della professione o in modo contrario alla deontologia professionale; c) porre in essere qualsiasi forma di discriminazione, molestia o mobbing nei confronti di colleghi o altri lavoratori. TITOLO VI RAPPORTI CON L’ORDINE PROFESSIONALE Art. 22 Dovere di collaborazione e comunicazione 1. Il farmacista ha l’obbligo di prestare la massima disponibilità, collaborazione e rispetto nei rapporti con l’Ordine professionale per l’espletamento delle funzioni allo stesso attribuite dall’ordinamento. 2. Il farmacista ha l’obbligo di segnalare all’Ordine di appartenenza ogni iniziativa tendente ad imporgli comportamenti contrari alle disposizioni che disciplinano l’esercizio della professione o comunque non conformi ai principi della deontologia professionale. 3. Il farmacista è tenuto a comunicare all’Ordine presso il quale è iscritto ogni variazione relativa ai dati inseriti nell’Albo professionale, negli elenchi e nei registri, nonché a quelli relativi alle specializzazioni e all’esercizio professionale ai fini del corretto svolgimento dei compiti istituzionali previsti dalla normativa vigente.

Art. 19

TITOLO VII

PUBBLICITA’ E INFORMAZIONE SANITARIA Art. 23 Principi 1. La pubblicità della professione di farmacista e l’informazione sanitaria, con qualunque mezzo diffuse, sono consentite nel rispetto dei principi di correttezza, veridicità, trasparenza e non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie. Esse devono essere funzionali all’oggetto e realizzate in modo consono alle esigenze di tutela della salute di cui la professione di farmacista è garante. Contestualmente all’attivazione della pubblicità, il farmacista è tenuto a trasmetterne il contenuto all’Ordine di appartenenza. 2. Il farmacista non può operare alcuna forma di pubblicità in favore di esercenti altre professioni sanitarie o di strutture sanitarie. 3. Il farmacista non può accettare né proporre l'esposizione di comunicazioni pubblicitarie relative alla propria farmacia ovvero all’esercizio di cui all’art. 5 del D.L. 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla L. 248/2006, negli studi, ambulatori medici e veterinari, cliniche e strutture sanitarie e socio-assistenziali. Qualora il direttore o il farmacista responsabile non riescano a far rispettare le disposizioni del presente articolo dalla proprietà della farmacia o dell’esercizio di vicinato hanno il dovere di segnalare l’inosservanza all’Ordine. 4. La pubblicità della farmacia, con qualunque mezzo diffusa, è consentita e libera nel rispetto dei principi di correttezza, veridicità e trasparenza e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria a tutela e nell’interesse dei cittadini. Essa deve essere funzionale all’oggetto e realizzata in modo consono alle esigenze di salvaguardia della salute di cui la farmacia è presidio. 5. E’ conforme alle norme deontologiche rendere noti al pubblico elementi conoscitivi, veritieri e corretti relativi ai servizi prestati, ai reparti presenti nella farmacia, nonché ai prezzi praticati. TITOLO VIII ATTIVITA’ PROFESSIONALE NELLA FARMACIA Art. 24 Organizzazione dell’esercizio della farmacia 1. Il direttore è responsabile dell’organizzazione complessiva della farmacia e deve curare, in particolare, che l’esercizio sia organizzato in modo adeguato al ruolo che la farmacia svolge in quanto presidio sociosanitario e centro di servizi sanitari.

TITOLO VII

2. Il direttore è garante e personalmente responsabile, nell’ambito della farmacia da lui

diretta, del rispetto delle disposizioni di legge e di tutte le regole deontologiche vigenti che saranno applicate in maniera uniforme, omogenea e senza distinzioni. 3. Eventuali inosservanze alle previsioni che precedono saranno valutate in sede disciplinare, secondo criteri di omogeneità, par condicio ed uniformità e senza distinzioni in ordine alla proprietà della farmacia. Qualora la proprietà della farmacia non faccia osservare le prescrizioni del Codice Deontologico il farmacista direttore ha il dovere di segnalare l’inosservanza all’Ordine. Art. 25 Insegna della farmacia e cartelli indicatori 1. Salvo specifiche norme derivanti da leggi, regolamenti e ordinanze, la denominazione farmacia nell’insegna e l’emblema della croce, necessariamente di colore verde, sono obbligatorie. 2. I cartelli indicatori, da intendersi esclusivamente come i cartelli che indicano la direzione e la distanza per raggiungere la farmacia più vicina, anche in forma di freccia direzionale, devono essere installati nell'ambito territoriale della sede farmaceutica di pertinenza prevista nella pianta organica. 3. I cartelli indicatori devono riportare obbligatoriamente sia la direzione che la distanza della farmacia. Art. 26 Medicinali soggetti a prescrizione medica 1. Il farmacista deve respingere le richieste di medicinali senza la prescritta ricetta medica o veterinaria o redatte su ricette prive dei requisiti stabiliti dalla legge. 2. Sono fatti salvi i casi di urgenza già regolati dalla normativa vigente e quelli in cui ricorra lo stato di necessità per salvare, chiunque ne faccia richiesta, dal pericolo immediato di un danno grave alla persona. Art. 27 Divieto di detenere e dispensare medicinali non autorizzati 1. Il farmacista, fatta eccezione per i casi disciplinati da specifiche norme, non può detenere né dispensare, né promuovere medicinali industriali non autorizzati al commercio in Italia, ancorché prescritti su ricetta medica. Art. 28 Controllo sulla ricetta 1. La dispensazione dei medicinali soggetti a prescrizione medica è subordinata alla verifica da parte del farmacista dei requisiti formali e sostanziali della ricetta, a garanzia della tutela della salute del paziente.

2. Il direttore è garante e personalmente responsabile, nell’ambito della farmacia da lui



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