Disabilità: classificazioni ICIDH (1980) e ICF (2002) e l'approccio biopsicosociale dell'OMS
Riassunto sintetico
- Nel 1980, la classificazione ICIDH distingue tre concetti chiave: menomazione (alterazione di una funzione o struttura corporea), disabilità (limitazioni nell’azione a seguito di una menomazione) e handicap (svantaggio derivante dalla disabilità che ostacola il ruolo sociale). Questo modello rifletteva una visione biomedica, in cui la persona era vista come un organismo da riparare.
- Nel 2002, l’ICF descrive lo stato di salute in relazione agli ambiti sociali, familiari e lavorativi, distinguendo funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione. Esso adotta un approccio biopsicosociale, affermando che la disabilità non è solo una conseguenza delle condizioni fisiche, ma deriva dall’interazione tra individuo e contesto esterno.
- L’OMS definisce la disabilità come l’esito di una relazione complessa tra la condizione di salute di una persona e i fattori personali e ambientali che costituiscono le circostanze di vita. Tale prospettiva sposta l’attenzione dal solo aspetto medico a come ambiente e relazione influenzino la partecipazione sociale e le opportunità della persona.
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